Il Fediverso – benvenuti nell’internet libero e bello!

Ho sempre avuto un brutto rapporto con i social network, non ne ho mai subito il fascino. Comprendo la voglia di passarci del tempo di chi non svolge professioni di un certo tipo: se ne fa un uso consapevole, può avere risvolti interessanti o divertenti. Ma i professionisti che li usano come unico mezzo per comunicare la propria esistenza mi lasciano perplessa. Specialmente quando si parla di professioni creative e non di commercio, ad esempio. E invece la stragrande maggioranza dei creativi di ogni genere ha abbandonato del tutto le piattaforme personali optando per il micro-blogging, e lo trovo assurdo. La necessità di raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile la capisco; è lo stesso motivo per cui sui social delle big tech – che sono quelli dove trovi la massa – ci sono anche io, almeno fino ad adesso. Quello che mi sfugge è come si possa pensare che mettere il proprio lavoro esclusivamente su piattaforme su cui non si ha controllo sia una buona idea. Ho veramente rivalutato lo spessore creativo di alcune persone quando le ho viste lasciare i propri blog in favore di Facebook o Instagram. «Tenere un blog mi costa troppo tempo», mi dicevano, ed è vero. Ma se calcoli che passi due ore al…

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Sempre con me.

Credo di aver sempre avuto un buon rapporto con la morte. Non che non sia un evento per me triste o che non soffra pazzamente dell'assenza di chi ho amato, anzi. Ma ho sempre accettato il fatto che la vita abbia una fine. L'essere stata a contatto con gli animali fin da piccolissima mi ha portato ad avere esperienze con il cessare della vita quasi da subito. Mi ricordo bene la morte del mio primo gatto, avevo cinque anni, e prima ancora dei miei criceti. Poi bisnonni, un cugino quando eravamo ancora molto piccoli entrambi, alcuni amici. Ma sopratutto, i miei animali. Ho cominciato ad accompangnarli nel loro trapasso molti anni fa, ogni volta che ho potuto, quando era la cosa giusta da fare. Hanno attraversato la porta verso l'infinito tra le mie braccia quasi tutti. E la chiamo 'porta verso l'infinito' perchè la storia del ponte dell'arcobaleno mi fa salire la glicemia. Specie per l'uso che ne fanno le sciure nei post sui social. Presente i commenti del tipo 'vola felice lassù sul ponte dell'arcobaleno pikkolo angelo!!' e giù caterbe di emoji con i cuoricini spezzati e gli arcobalenini con le nuvolette? Ecco. La morte, questa cosa inevitabile che nessuno accetta e sulla quale non si può scherzare. E'…

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