Il Fediverso – benvenuti nell’internet libero e bello!

Il Fediverso - benvenuti nell'internet libero e bello! Le branchie del Fediverso

Ho sempre avuto un brutto rapporto con i social network, non ne ho mai subito il fascino. Comprendo la voglia di passarci del tempo di chi non svolge professioni di un certo tipo: se ne fa un uso consapevole, può avere risvolti interessanti o divertenti. Ma i professionisti che li usano come unico mezzo per comunicare la propria esistenza mi lasciano perplessa. Specialmente quando si parla di professioni creative e non di commercio, ad esempio. E invece la stragrande maggioranza dei creativi di ogni genere ha abbandonato del tutto le piattaforme personali optando per il micro-blogging, e lo trovo assurdo.

La necessità di raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile la capisco; è lo stesso motivo per cui sui social delle big tech – che sono quelli dove trovi la massa – ci sono anche io, almeno fino ad adesso. Quello che mi sfugge è come si possa pensare che mettere il proprio lavoro esclusivamente su piattaforme su cui non si ha controllo sia una buona idea. Ho veramente rivalutato lo spessore creativo di alcune persone quando le ho viste lasciare i propri blog in favore di Facebook o Instagram.

«Tenere un blog mi costa troppo tempo», mi dicevano, ed è vero. Ma se calcoli che passi due ore al giorno a scrollare un feed senza senso, a guardare gente che mangia la pizza e posta l’unboxing di quello che ha comprato su Shein, non è il tempo che ti manca. Se poi penso che il suddetto feed non l’hai scelto attivamente ma che ti viene somministrato da un algoritmo, mi viene male. E ancora, se penso che «feed» significa letteralmente «nutrire», «imboccare», mi viene voglia di spaccare tutto. Poi li vedo quando arrancano per stare al passo con i trend del momento e i vari upgrade (o downgrade, questione di punti di vista), lamentandosi del tempo che perdono.

Le storie! Non sei nessuno se non posti seimila storie al giorno! I reel! Devi fare reel fighissimi e con musica di merda in sottofondo, o l’algoritmo non ti premia! Ripeto, non è il tempo il problema: altrimenti non ne sprecheresti così tanto per stare alle regole altrui.

Poi, per carità, i social possono essere molto utili per trovare rapidamente un certo tipo di contenuti. Difatti, non credo che cancellerò l’account Instagram o Twitter solo perché tanta controinformazione la reperisci ormai solo lì, anche se è un paradosso. Ma il tempo di regalare il mio lavoro a Zuckerberg o Musk, sebbene io l’abbia sempre fatto pochissimo, è finito. Ho tollerato tutto fino a un po’ di tempo fa. Poi la censura, il saluto romano di quel pirla, il nome cambiato, la deriva fascista di tutti, il supporto a uno stato genocida. E io dovrei alimentare tutto questo con il mio lavoro? Non ci fossero le alternative, vabbè, ma ci sono.

Il Fediverso - benvenuti nell'internet libero e bello! Mastodon, l'alternativa a X

IL FEDIVERSO!

Mi sono sempre considerata attenta a tutto quello che riguarda internet, ma giuro che il Fediverso mi era sfuggito. E dire che Mastodon è pure parecchio frequentato! Mi ci sono avvicinata piano e un po’ sospettosa perché ormai non mi fido. Posso dire che è una figata? Sembra una cosa da nerd, di nicchia, ma ci si trova di tutto. Certo non si va virali, non c’è l’algoritmo che ti spinge o ti soffoca. Ma a me la mancanza di un algoritmo pare un vantaggio enorme. Non so cosa si provi ad andare virali – se non su Twitter – ma non mi pare fondamentale. Anzi, per quanto mi riguarda è abbastanza una rottura di palle. Devi stare dietro pure alla gente che ti segue, e io disegno, non faccio pubbliche relazioni.

Ho fatto ben due corsi come Social Media Marketing Manager perché volevo capire meglio come funzionava la bestia e se potevo fare qualcosa per migliorarla. Ne sono uscita con il massimo dei voti e la voglia di radere tutto a zero, di prendere per le spalle tutti gli utenti e scuoterli gridando: «MA NON LO CAPITE COSA STANNO FACENDO?». Perché se li guardi dall’interno, che i social siano una sorta di strumento di controllo per le masse è abbastanza chiaro. Infatti, specialmente Instagram, ha veri e propri devoti, tipo una religione. Solo che si sentono fighi, all’avanguardia.

Anche gli influencer mi fanno molto ridere. Gente che guadagna milioni e che si sente libera professionista, ma di fatto è sotto scacco dei social. Se domani Zuckerberg vende Meta all’emiro dello Stikazzistan e questo decide di polverizzare tutto, voglio vedere che fanno.

Mastodon è molto carino anche perché puoi sceglierti l’applicazione che più ti aggrada, non sei costretto a restare su quella ufficiale. Io uso Moshidon perché ha l’interfaccia rosa, e io sono io: la mia priorità è il colore. La navigazione su Mastodon potrebbe migliorare, MA NON CI SONO MILIONARI FASCISTI A CAPO. Non faccio guadagnare soldi non necessari a chi non pagherà mai abbastanza tasse o salari col mio tempo, non dò in pasto i miei disegni all’intelligenza artificiale, e non mi pare poco.

Faccio un’unica eccezione per YouTube. È di Google, purtroppo, ed è invaso di pubblicità. Ma apprezzo che nel corso degli anni non sia cambiato molto e, soprattutto, sia ancora PIENO di gente che crea video interessanti, utili, divertenti. Il fatto che attraverso la piattaforma possano continuare a guadagnare e a creare senza che a me costi nulla mi piace. Poi ne apprezzo l’utente medio, più educato rispetto a quello dei social. Credo che preferire il consumo di contenuti lunghi sia prerogativa di un certo tipo di persone, più rispettose.

Non frequento da molto il Fediverso, ma ho notato dei cambiamenti in positivo negli ultimi tempi. C’è più gente, è più vivace, si chiacchiera. Certo non è esente da problemi, tipo gestione dei server un po’ severa, ma nessun proprietario dei server di Mastodon è un milionario che spara razzi per gioco o che finanzia chi rade al suolo nazioni intere. E cambiare server è un attimo. Puoi persino farti il tuo.

Io sono da sempre attenta ai diritti degli animali e delle persone (in quest’ordine), all’ecologia. Alimentare piattaforme che rappresentano esattamente l’opposto di tutto questo svalida tutto il mio impegno. Specie ultimamente, con l’odio che è stato sdognato ufficialmente nei commenti, i vari bot creati solo per insultare e mettere zizzania. È tutto fatto ad arte per creare divisione, e a me sembra abbastanza evidente. Ma la gente è ancora lì a nutrire la bestia per paura di perdere followers.

Ti ricordi com’era bello internet all’inizio? Sai perché era bello? Perché c’era tanto lavoro individuale, personale. Mi ricordo certi blog di artisti, designer, creativi in genere, magari sconosciuti, che erano una festa per gli occhi. Adesso è tutto appiattito, incolore. Ma può cambiare. E forse, sta già cambiando.

P.S. Se ti manca Instagram, Pixelfed è uguale, ma senza musica di merda e pubblicità. Sul Fediverso c’è tutto!

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bobbi

Illustrator and designer, mother of cats. powered by plants and chocolate. Former city girl, currently living in an old country house in the middle of nowhere.

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